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CONCILIA - F.A.Q.

Domande più frequenti sulla conciliazione stragiudiziale professionale



Cosa significa ADR?


ADR è l'acronimo di ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION, ovvero risoluzione alternativa delle controversie. A come Alternativo rispetto all’utilizzo della giustizia ordinaria, ma anche come Amichevole modo di risolvere le controversie, basato sull’Accordo delle parti. Il magistrato è chiamato a pronunciarsi sulle ragioni e sui torti, ed a dichiarare chi, tra i contendenti, risulti a suo parere vincitore. Senza dubbio il costo del procedimento giudiziario ed il lungo tempo necessario per la pronuncia della sentenza rendono conveniente il ricorso alle procedure alternative.


Quanti tipi di ADR esistono ?

La definizione di ADR include varie forme di procedure per la risoluzione alternativa dei conflitti. Le procedure più diffuse sono sicuramente la mediation (in italiano mediazione, conciliazione) e l'arbitrato.


Quale è la differenza tra mediazione e conciliazione?

Nella lingua italiana spesso questi due termini vengono utilizzati come sinonimi. Vero è che in certi ambiti si parla più propriamente di mediazione (per es. mediazione familiare / ambientale / internazionale) ed in altri si utilizza invece il termine conciliazione (per es. tentativo di conciliazione nell’ambito delle controversie di lavoro). Volendo trovare una differenza sostanziale si deve sottolineare come la mediazione può rappresentare l’intero iter del procedimento, mentre la conciliazione è più propriamente il momento finale della mediazione, rectius il risultato.

Quale è la differenza tra la mediazione/conciliazione e l'arbitrato ?

La mediazione/conciliazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore/conciliatore quindi non esprime alcuna opinione (se non richiesta da tutte le parti), e non emette nessuna decisione in ordine all'oggetto della disputa.

Nell'arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione (quindi, in definitiva, giudica).

PROCESSO / ARBITRATO
MEDIAZIONE / CONCILIAZIONE
La procedura può essere attivata e portata avanti da una sola delle parti in assenza della altre La procedura è volontaria e richiede il consenso e la partecipazione di tutte le parti
Allontana le parti che si riconoscono come "nemici" Rende possibile l'incontro: le parti si riconoscono come "avversari" e non come "nemici"
La controversia è risolta da un terzo (giudice o arbitro) La controversia è risolta dalle parti
Procedura formale Procedura informale
Criterio decisionale è giuridico Criterio decisionale è metagiuridico nel pieno rispetto della legge
C'è sempre un vincitore e un perdente Tutti sono vincitori
Il ruolo delle parti è passivo: sono rappresentate sempre da un soggetto professionista Il ruolo delle parti è attivo: devono essere sempre presenti personalmente anche se possono farsi assistere da un soggetto professionista
Sono possibili dinamiche di forza e di potere Non sono possibili dinamiche di forza e di potere perchè il consenso sostituisce la forza --> la cooperazione delle parti prescinde dal potere della forza
Esito del processo giurisdizionale o arbitrale non dipende sempre dalle parti le quali subiscono un giudizio Esito della mediazione/conciliazione dipende al 100% dal consenso delle parti --> il mediatore/conciliatore non deve esercitare alcun potere in quanto non spetta a lui la risoluzione del conflitto
L'esito del processo è una sentenza L'esito della mediazione/conciliazione è un accordo volontario
L'esecuzione della sentenza non è sempre spontanea e spesso occorre attuarla coattivamente L'esecuzione dell'accordo è spontanea perché vantaggiosa per tutte le parti


Quale è la procedura ADR più diffusa?

Senz’altro la mediazione/conciliazione.


Cosa è la mediazione/conciliazione?

La mediazione è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie.
E' una procedura nella quale un terzo neutrale, preparato, indipendente ed imparziale - che non è giudice e non è un arbitro ma piuttosto un "comunicatore" - "facilita" ed "assiste" la negoziazione con lo scopo di raggiungere un accordo che definisca la controversia con reciproca soddisfazione delle parti, ricercando gli "interessi comuni non sempre evidenti".
La procedura di mediazione è volontaria, riservata, e non pregiudica l'esito di un'eventuale procedura giudiziale.
La mediazione si basa, pertanto, esclusivamente sulla volontà delle parti di ricercare un accordo soddisfacente per tutte in modo che le stesse siano portate a darvi attuazione spontanea in quanto più vantaggiosa dell'eventuale inadempimento.


Quali soni i vantaggi della mediazione/conciliazione?

La mediazione è più vantaggiosa del processo giudiziale.
• Ha successo: oltre l'86%* dei casi sottoposti a madiatori/conciliatori professionisti si risolvono con un accordo. (*dati UNIONCAMERE - ns. elaborazione)
• E' veloce: la maggior parte delle mediazioni vengono risolte entro due o tre giorni.
• E' conveniente: la mediazione è in assoluto la strada meno costosa per risolvere una controversia.
• Le parti hanno potere di controllo sulla procedura e sul risultato. Scelgono se accordarsi o meno e con quali modalità.
• La mediazione aiuta a conservare le relazioni commerciali ed interpersonali in maniera più efficiente di quanto avvenga con l'arbitrato o con il processo.
• La mediazione consente il raggiungimento di un'ampia varietà di opzioni di accordo che superano l' "accordo" prettamente economico.
• Informale e flessibile: la procedura viene adattata alle esigenze degli utenti/parti.
E' riservata, il conciliatore non riferirà nulla di quello che verrà a conoscenza durante la conciliazione.
Se le parti non giungono ad un accordo non perdono nessun diritto e sono libere di abbandonare le trattative in qualsiasi momento.


Quanto dura in media una procedura di mediazione/conciliazione?

L’esperienza del nostro staff dimostra che una procedura di mediazione/conciliazione (se ben preparata) non dura più di una giornata (6 ore) nell’86% dei casi (elaborazione su dati Concilia).


Quanto costa una mediazione/conciliazione?


La società Concilia si è dotata di un proprio regolamento interno con tariffario allegato. Il costo varia in base al valore della lite, ed è ancorato al principio di efficienza del rapporto costi/risultati. Il costo è comunque è sempre preventivato prima dell’inizio della procedura di conciliazione/mediazione.


Nelle procedure di mediazione/conciliazione come si perviene ad un accordo volontario ?

Il procedimento della mediazione/conciliazione è confidenziale, informato alla collaborazione tra le parti e sostanzialmente costruttivo.
Il terzo imparziale spinge le parti in lite a valutare le rispettive posizioni con realismo e senza pregiudiziali di principio, e facilitando così il dialogo ed assicurando che tutti i punti di vista vengano seriamente considerati.
E' possibile imporre la partecipazione delle parti alle procedure di mediazione/conciliazione?
Attualmente in Italia - diversamente da quanto è previsto, ad esempio, in molti Stati degli U.S.A. - la partecipazione alle procedure di mediazione è libera, sicché ogni parte può accettare o meno di comparire. L’obbligo di tentare la mediazione è previsto solo in alcun determinati casi specifici previsti da legge (art. 5, co. 1, D. Lgs. 28/2010): condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.


E' possibile pretendere il rispetto degli accordi ottenuti grazie alla mediazione/conciliazione?

Il testo dell'accordo raggiunto al termine della procedura conciliativa è scritto direttamente dalle parti, sicché queste possono prevedere clausole penali o risolutive in ipotesi di inadempimento. A forza di legge tra le parti. Alcuni studi specialistici svolti in Gran Bretagna hanno accertato un tasso di esecuzione degli obblighi assunti in procedure conciliative pari al 95 %.
Naturalmente il terzo mediatore aiuta le parti a fissare i termini di un accordo che soddisfi i loro reciproci interessi, sicché un'intesa raggiunta su tali basi difficilmente viene disattesa e violata.


L'invito a partecipare ad una procedura di mediazione/conciliazione può essere inteso, dall'altra parte, come un gesto di debolezza ?

Assolutamente no. La decisione di partecipare ad una procedura di mediazione/conciliazione per giungere ad un accordo basato sull’esame della questione e sulla comunicazione è da considerare una mossa forte.
La dichiarazione di avvio della procedura di mediazione/conciliazione lascia intendere la tranquillità di voler esporre le proprie idee, e di essere pronti a confrontarle con le posizioni altrui.
In ogni modo, grazie all’esperienza della società Concilia, si potranno valutare preliminarmente le eventuali paure (fondate o meno).


Perché dovrei partecipare ad un tentativo di conciliazione quando credo di avere la ragione dalla mia parte? Non potrei “adire le vie legali”?

Se effettivamente si ha ragione, probabilmente in sede conciliativa si potranno far valere le proprie opinioni rispetto all’altra parte. Il conciliatore, come elemento di realtà, ed il comportamento dell’altra parte potranno far capire se effettivamente la ragione “soggettiva” sia anche “oggettiva”.




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